Mercoledi, 22 novembre 2017 - ORE:04:34

Bello, bravo, attraente: quando il fattore di bellezza conta in un docente

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“La bellezza salverà il mondo” scriveva Dostoevskij. Forse aveva ragione?

E’ opinione generale che ormai viviamo in un mondo dove l’aspetto fisico ha un impatto notevole ed influente in ogni sfera lavorativa. E ce lo dimostra anche uno studio condotto da Michela Ponzo e Vincenzo Scoppa, ricercatori presso la facoltà di Economia dell‘ateneo calabrese.

Come di consuetudine, in tutte le varie università italiane, gli studenti sono chiamati a giudicare il proprio appagamento dai corsi impartiti, attraverso la compilazione di un questionario valutativo ed anonimo, previsto dalla legge 370 del 1999.

Ma il caso dell’ateneo calabrese è singolare : perchè i due ricercatori, Ponzo e Scoppa, hanno raccolto le valutazioni di 2300 corsi tenuti in sette anni nella facoltà di Economia dell’Università della Calabria, per un totale di 190 docenti.

I risultati così ottenuti sono stati messi a confronto con un  indice di bellezza. Questo è stato elaborato chiedendo a 29 studenti che non conoscevano i docenti in questione, di valutare il loro aspetto fisico su una scala da 1 a 10 attraverso una foto.

Il risultato emerso è che un copioso numero di studenti rivela quanto sia fondamentale in un docente, uomo o donna che sia, il fattore di bellezza e di bravura. Come dire : se il professore universitario è affascinante, gli studenti lo considerano più bravo!

Come possiamo spiegarci questo fenomeno che fa capolino al detto ”anche l’occhio vuole la sua parte” ?

Forse perchè un insegnante attraente, qualificato e  sicuro di sè (quindi un binomio da 30 e lode agli occhi degli studenti) riesce a dare la carica giusta per studiare meglio e per rendere di più?

Senza dubbio dal risultato della ricerca, l’effetto positivo esercitato dalla bellezza,  riscontrabile sia negli insegnanti maschi sia nelle donne, sebbene in queste sembri essere più marcato, è  un elemento di forte presa per gli studenti. Che lo considerano un indicatore di produttività per il loro rendimento universitario.

Tuttavia gli economisti dell’Università della Calabria hanno pure mostrato, nel corso della loro indagine, che non esiste una vera connessione tra bellezza e bravura, per cui non per forza un professore bello è pure bravo. Anche perchè non sarebbe giusto, no?!

Semplicemente, gli studenti sembrerebbero “discriminare” i docenti meno ammalianti ed avvincenti, preferendo quelli che si mostrano più gradevoli alla vista.
E voi cosa ne pensate?



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