Domenica, 19 novembre 2017 - ORE:16:53

Cosa non deve mancare nell’armadio di una donna

armadio

armadio di una donna

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Iniziamo con un grande classico, praticamente l’articolo che sta alla moda come la pasta sta all’Italia.

Dunque.

In un armadio di una donna non deve mancare…

Biancheria coordinata e sexy. Scoprirete presto che sono una fan del genere e comunque non c’è niente da fare: ti fa sentire troppo più a posto e poi non si sa mai chi si potrebbe incontrare.

I jeans. Beh a costo di scadere nel banale la ricerca del jeans che ti fa un culo perfetto dovrebbe essere al pari di quella di un uomo. Versatile, day-to-night, comodo, simbolo di quella indipendenza che noi donne ci siamo guadagnate e che va sbandierato muovendo bene il sedere quando si cammina.

Un maglione di cachemire blu. Blu perché il blu sta bene a tutte e perché il cachemire è così morbido che ti fa stare subito meglio.

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Una felpa con cappuccio. Per le giornate in cui piove o in quelle in cui vorresti fare tutto meno che uscire di casa, la felpa con cappuccio potrebbe essere un buon sostituto al pigiama che, si sa, non sta bene per strada.

Un paio di sneakers. Anche sdrucite vanno bene. Anzi pure meglio. Ma che siano basse: le sneakers con la zeppa non sono indispensabili nell’armadio di nessuno.

Una camicia bianca. Di nuovo banale ma ci vuole perché si può indossare sempre con qualsiasi cosa. Da cercare e scegliere con cura, molta cura: perché l’effetto “mi sta per saltare un bottone dello scollo” è un effetto che tutte vogliamo evitare.

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Un top di seta nero. Morbido. Che stia bene sui jeans ma anche infilato in una pencil skirt.

Un cappotto grigio. Grigio perché è non è nero, troppo, e non è beige, troppo poco. Una giusta via di mezzo tra il casual se indossato con l’abbinamento jeans-sneakers-felpa di cui sopra o elegante con il mini dress, che verrà menzionato tra poco.

Un bel paio di guanti. Di pelle, s’intende. Da tenere in mano, che fa molto chic, o effettivamente indossati, per evitare mani screpolate e rovinate. Che non c’è niente di peggio di una donna con le mani poco curate (aka vietato mangiarsi le unghie) dopo una sposa ubriaca.

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Un paio di stivali. Biker o quelli che ricordano un po’ la Francia e che generalmente indossano i belli stronzi con al barba e che ti guardano mentre fumano in maniera dannatamente sexy. Avete presente no? Certo.

Un paio di scarpe nere con il tacco. E la capacità di camminarci come si deve, grazie. Io poi direi pure scarpe con il tacco nere a punta e non lucide. Vanno meglio su tutto, e soprattutto non fanno a pugni con la calza nera coprente (che insieme alla scarpa allunga la gamba).

Mini dress. O insomma, anche non troppo mini, ma sempre sopra al ginocchio. E direi pure di sdoganare anche il classico-troppo-classico tubino nero che secondo me non sta mica bene a tutte sapete? Io direi un vestitino nero, senza maniche, tagliato in vita che così fa contente un po’ tutte donando forme o coprendole leggermente, e la gonna un po’ movimentata.

Qualcosa con le righe. Io sono fissata con le righe ma vi giuro che una maglia o una tee a righe fa subito mare. E quindi se di acqua parliamo va bene anche nei giorni di pioggia. Rigorosamente su base bianca con righe o blu o rosse. Il calcio lasciamo agli uomini che è meglio.

Un paio di parigine. Perché sono sexy. Stop.

Un bell’ombrello. Perché l’attenzione ai dettagli non è mai abbastanza.

Due borse. Eh si qui il doppione ci vuole: una per il giorno, capiente che ci entra anche il cambio per la sera, una per la sera, microscopica che così non ingombra niente e nessuno. E quando dico microscopica lo intendo sul serio: telefono, rossetto/burro di cacao, chiavi, specchietto (se siete così fortunate da farcelo entrare) e banconote. Gli spiccioli lasciateli pure nel maialino.

vari

Un bel paio di orecchini vistosi. Per abbellire la camicia bianca o il vestitino nero, la coda di cavallo o lo chignon e dare al tutto un tocco più chic, curato e ricercato.

Un blazer nero. Perché come riesce a rendere lui più sofisticata anche la maglietta del concerto degli Iron Maiden dell’87 di vostro padre non ci riesce nessuno. Però fate solo un bottone, che due sono troppi e tre non ne parliamo neanche.

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La voglia di giocare. Perché l’abbinamento maglioncino giallo canarino-pantaloni azzurri-scarpe da ginnastica fuxia non è per sempre come un diamante (grazie a Dio). E quindi se un giorno vi svegliate così, vestitevi pure così. Poi la sera tornate a casa e non lo fate più però: promettetelo. E se volete fare da 0 a 100, dalla ballerina delle nove al tacco a spillo a mezzogiorno potete farlo. Come potete benissimo andare a ballare in tuta e indossare un tutù in pieno pomeriggio il lunedì. O il rossetto scarlatto con i jeans e non un filo di trucco in più sul viso.

Perché i giorni sono tutti diversi e possiamo esserlo anche noi. Non c’è nessun dress code per la vita, siamo noi che lo scegliamo, ogni mattina, con la fatidica, maledetta domanda del “Cosa mi metto???”.

E comunque ricordate sempre che per costruire un buon guardaroba ci vogliono pazienza, sacrificio e soldi. Ma nel frattempo ci sono sempre Zara ed H&M. Amen.



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