Domenica, 24 settembre 2017 - ORE:00:56

La Befana che non conoscevi


befana

La Befana è l’ultima delle feste natalizie…

Ed è quella che si porta via ufficialmente tutti i rimasugli dell’anno vecchio e lascia un sacco di dolci e di frutta secca, o carbone per i più cattivi.

Ha origini molto antiche, molto più antiche della nostra Epifania, che deriva dal termine greco Epifaneia, letteralmente Apparizione.

La Befana dei Celti

Fra le popolazioni di Celti pagani precristiani, che stanziavano nella pianura padana, la befana, festeggiata tra il 5 e il 6 gennaio, corrispondeva alla celebrazione di Madre Natura, che arrivava a fine anno vecchia e avvizzita e lasciava doni, simboleggianti i semi da cui lei sarebbe rinata bambina, quindi anche speranza di una prossima fine dell’inverno e la preparazione per la primavera.

La Befana dei Romani

Anche i Romani celebravano la festa di madre natura, secondo la loro credenza, tra il 5 e 6 gennaio, figure femminili volavano sui campi per propiziare i raccolti futuri. A guidarle era Diana, dea della caccia, o Abundia, dea dell’abbondanza.

Con la Chiesa la Befana diventa brutta e vecchia

La Chiesa condannò duramente tali riti, attribuendogli significati satanici, o legati al mondo delle streghe, per questo durante il medioevo la Befana iniziò ad essere raffigurata come una vecchia brutta con la gobba e lo sguardo anche un po’ maligno, una strega a tutti gli effetti.
In ogni caso, in tutte le diverse fasi storiche, le befana corrisponde alla celebrazione della terra, per attirare fertilità e garantire abbondanti raccolti.

Non in tutte le zone d’Italia, perché si, è una festa prevalentemente Italiana, si chiama Befana, per esempio a Modena si chiama Barbasa, la Vecchia a Pavia, o la Berola a Treviso.

Una leggenda racconta che i Re Magi, durante il loro pellegrinaggio per raggiungere Gesù, chiesero ospitalità alla Befana, ma questa era troppo impegnata con le faccende domestiche per occuparsi di loro e così furono costretti ad andarsene, la donna sperò in una nuova venuta, ma questi presero una strada diversa. Così si dice che la vecchia aspetti il loro ritorno ogni dodicesima notte dopo il Natale.

La Befana è, in sostanza una figura rivoluzionaria, non solo perché un simbolo propiziatorio, un po’ misterioso, che fa pensare alla notte e alla magia, ma anche perché è una donna fuori dal comune. Vive da sola, senza il sostegno di un uomo, non ha figli, abita lontano dai centri, dalle città, come se volesse fuggire a una vita caotica e omologata, pensa da sola ai suoi bisogni vivendo a stretto contatto con la natura e rispettandola.freccia azzurra

La Freccia Azzurra di Gianni Rodari

La Befana è sempre stata usata dagli scrittori, sia come figura un po’ oscura e ambigua, o vecchina dai modi gentili che dispensa tazze di tè.  Uno fra tutti è Gianni Rodari, che, con la Freccia Azzurra, ha celebrato la festa del 5 gennaio e la befana stessa, ritraendola come una vecchia un po’ burbera e abbastanza taccagna.
Ecco anche nella Freccia Azzura, la storia di un’ Epifania in pericolo, tutti i giocattoli della befana infatti prendono vita e scappano dal suo laboratorio per donarsi da soli ai bambini meno fortunati.



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