Mercoledi, 26 luglio 2017 - ORE:08:51

La vita di Yves Saint Laurent tra arte e sregolatezze

yves saint laurent

yves saint laurent

La vita di Yves Saint Laurent non è stata come ce la immaginiamo

Yves Saint Laurent non è nato in qualche appartamento stile impero di Parigi, non è cresciuto camminando per i Boulevard parigini.
No, Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent, è nato in Algeria il primo agosto del 1936 da un’agiata famiglia originaria della Lorena, trasferitasi a Orano a causa della guerra franco-prussiana.
Dalle tendenze artistiche e con uno spiccato gusto estetico si trasferì diciottenne nella Ville Lumiere, iniziò a collaborare prima per Christian Dior, da cui fu cacciato per il ricovero in una clinica psichiatra.
Nel 1962 fondò, insieme al compagno di una vita Pierre Bergè, lo storico marchio YSL, che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi, al pari di Chanel, Dior e Lanvin, il simbolo del gusto e dello stile.

YSL2

Quali novità ha introdotto lo stilista?

Yves Saint Laurent ha dimostrato che il blu e il nero insieme sono un abbinamento raffinato, appunto perché inaspettato, ha creato il tailleur pantalone, introdotto giacche dai tagli maschili e androgini nella moda femminile: blazer e sahariane.
Ha attualizzato la giacca di pelle. Ha creato pezzi ancora attuali, perché appunto, le mode passano, lo stile resta, e lui ha dimostrato sempre di preferire creazioni durevoli a pezzi passeggeri, che durano solo una stagione.

L’amore per l’arte è presente nelle sue creazioni

Artista poliedrico, genio sregolato con una passione innata per Marcel Proust, ha infilato nel suo lavoro la sua vita, rendendola concreta e tangibile in tutte le sue collezioni. Come non ricordare il magnifico abito Mondrian o le sue collezioni d’arte, rimaste a Bergè, che comprendono rarissimi pezzi d’antiquariato ma anche quadri di Picasso, Legèr, Mondrian e Goya.

YSL

Una vita sregolata e inquieta

Nonostante il grande successo, però, Yves Saint Laurent ha vissuto una vita sregolata e per certi versi tragica, segnata da cliniche psichiatre, depressioni, demoni interiori e senso di inadeguatezza.
Raggiunse la fama, ma non riuscì mai a lasciarsi alle spalle l’ansia e l’angoscia. Coprì tutto il suo tormento interiore andando sempre alla ricerca di nuove esperienze, facendo uso di droghe e avvicinandosi a tutti i generi di promiscuità.
Unici elementi fissi nella sua vita, Pierre Bergè, con il quale visse un rapporto alla luce del sole, senza vergogna, senza nascondere niente e la voglia di esternare la propria arte, che fu veicolo esterno per scaricare tutti i suoi spettri e i suoi lati oscuri: la sua collezione migliore Russian Ballet del 1976 fu realizzata nel periodo di massima crisi con Pierre Bergè.
Il film-biografia, presentato in questi giorni a Berlino, esplora la vita dello stilista, molti hanno detto che spesso lascia da parte la vita professionale dell’artista per concentrarsi sulla sua relazione amorosa e sulla sua mente instabile.
Altri hanno elogiato i costumi, che provengono dagli archivi orginali della casa di moda parigina.
Noi aspetteremo.
Già dal trailer emergono scene interessanti e angoli di Parigi.
E si sa, Parigi rende bella qualsiasi cosa.



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