Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:22:53

Matrimonio? No grazie, meglio la convivenza


Matrimonio

tasso del matrimonio in calo: quali sono le possibili ragioni?

La fotografia dei matrimoni italiani (a differenza di quelli esteri) è davvero strabiliante e desta particolari critiche e perplessità da buona parte dell’opinione pubblica e dagli ambienti ecclesiastici.

È bene chiarire fin da subito che la decisione di convolare a nozze sta attraversando una flessione da non sottovalutare.

I dati parlano chiaro: i matrimoni religiosi celebrati rappresentano circa il 60% rispetto al 70,6% del 2003, di dieci anni fa. Inoltre molte nozze italiane si svolgono all‘estero.

Innanzitutto i tempi sono cambiati rispetto a quelli dei nostri nonni o genitori. Non è un caso che oggigiorno i giovani preferiscano andare a convivere piuttosto che sposarsi dopo qualche anno, col rischio di “farsi male”, laddove l’amore finisse o sorgessero incomprensioni serie di coppia che necessitano di avvocati e tribunali.

Poi ci sono anche le coppie laiche che non credono nella chiesa e nel matrimonio religioso, visto sotto la luce di un mero contratto da firmare, e optano così un matrimonio in comune.

Non bisogna però dimenticare che molti italiani vorrebbero coronare il loro sogno d’amore davanti all’altare, ma aspettano e rimandano ogni anno a causa del disagio economico che negli ultimi anni serpeggia nelle nostre tasche. I due innamorati attendono fiduciosi il momento più propizio a livello economico per preparare quello che deve essere il giorno più memorabile della loro vita, e come tale deve essere studiato nei minimi dettagli se lo si vuole fare con tutti i crismi. Perchè sposarsi è una spesa davvero enorme. Un investimento che molti si stanzia sull’orizzonte dell’utopia.

Un altro dato interessante che emerge nel nostro Paese? Quello delle unioni miste tra un italiano e uno straniero, sempre più in aumento. Un vero e proprio boom negli ultimi dieci anni, che restituisce l’immagine di un’Italia sempre più cosmopolita e multietnica.

La convivenza e i suoi “perché”

Ma cerchiamo di capire: “Perchè si strizza l’occhio alla convivenza?” A quanto pare le donne andrebbero a convivere per amore, mentre buona parte degli uomini lo farebbero per garantirsi il ‘sesso’ sempre a casa. Questa è la tesi che emerge dalla ricerca condotta da alcuni ricercatori dell’Università della California, a San Francisco, capitanata dalla dottoressa Penelope Huang. Quest’ultima ha confessato che: “L’idea che la convivenza permetta di fare l’amore più spesso è stata sottolineata molto di più dagli uomini nel nostro studio che dalle donne”.

rrI maschietti vedrebbero la convivenza più come un test temporaneo, mentre le donne quando decidono di andare a vivere insieme sarebbero già proiettate verso un ipotetico matrimonio. Sono state interrogate circa 200 persone di ambedue i sessi ed è emerso che l’uomo avrebbe molta più paura ad ammettere la “fine” della propria vita da single rispetto alla donna. “Alcuni uomini – prosegue l’esperta – hanno mostrato qualche rimorso per aver perso l’opportunità di avere rapporti sessuali con altre donne“.

L’allergia ad una relazione stabile e duratura

C’è chi si domanda perplesso:“Ma le coppie moderne sono più svogliate a livello sentimentale?”  Senza dubbio sì: buona parte è caratterizzata da una certa precarietà dei sentimenti e da una sorta di paura e di allergia di prendersi degli impegni “per tutta la vita”.

I ventenni o i trentenni di oggi, per non andare oltre, sono cambiati rispetto a quelli del passato, che invece avevano più a cuore la serietà, il buon corteggiamento della donna, la responsabilità che implica il matrimonio e una famiglia.

Con questo non bisogna pensare che tutti i giovani siano così, spensierati e allergici agli impegni. Ci saranno ancora degli esemplari seri no? La difficoltà sta nel trovarli, direte voi (e come darvi torto)!



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