Domenica, 19 novembre 2017 - ORE:16:56

Mister Zara, il colosso sconosciuto della moda internazionale


Zara

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Prendete un qualunque sabato pomeriggio di una qualunque grande città europea. Prendete un qualunque centro commerciale, prendete un qualunque passante che esce da uno dei diffusissimi negozi Zara, fermatelo e chiedetegli se conosce un certo Amancio Ortega, i più vi risponderanno con un «mai sentito! ». Ortega, meglio conosciuto come Mister Zara, è il terzo uomo più ricco del mondo, non una sola intervista, mai una foto, fino al 1998 quando fu fotografato al matrimonio della figlia Marta. Dietro il colosso di Zara ci potremmo immaginare un mago della moda, una troupe di fashion victims sempre in cerca di novità, e invece dietro al marchio che veste mezzo mondo sta un umile 76enne, classe 1936.

Ortega, nato Busdongo de Arbas, 118 abitanti, in provincia di Leòn, Spagna, crebbe in una famiglia umile, madre casalinga e padre ferroviere; dopo la guerra civile erano talmente indebitati che Amancio a soli 14 anni fu costretto a lavorare. Gli stenti e i debiti fuorviarono la determinazione di un ragazzino pronto a riscattarsi dalla povertà. Il suo primo impiego fu in Galizia, nella camiceria Gala di La Coruña. Nel 1963 il futuro Mister Zara aveva lavorato tanto da poter finalmente aprire un’attività in proprio, un negozio di vestaglie chiamato Goasuo. L’attività andava bene e Amancio Ortega cominciò a pensare anche non solo di produrre più vestaglie ma di estendere le vendite. Nel 1975 tentò la fortuna e aprì un negozio in una delle vie più chic della città coruñese, su calle Juan Flòrez, la prima boutique ZARA.

Ma come mai questo nome?

La storia del nome Zara è abbastanza nota e veritiera, il nome originario della boutique sarebbe stato Zorba, proprio come il greco, ma a pochi metri dalla nuova attività di Mister Zara sorgeva un bar proprio con quel nome, quindi per evitare confusioni Amancio scelse di mantenerne solo tre lettere: Z-R-A. Così nacque ZARA, al numero civico 64 della calle Juan Flòrez.

Mister Zara oggi dà lavoro a 109.512 persone, controlla 5.618 negozi in 85 paesi, ne apre 500 l’anno, di media uno al giorno. Zara oggi fa parte del gruppo Inditex, società dedicata al mondo della moda, che raccoglie sotto di se marchi come Pull&Bear, Bershka, Stradivarius, Massimo Dutti. I profitti della Inditex sono cresciuti del 30% in una anno, cifra esorbitante se si considera la crisi mondiale di questi tempi e Ortega ha un capitale che ammonta a 39,6 miliardi. Dunque c’è una formula magica? Qual’è l’arcano segreto che sta dietro a mister Zara?

Strano ma vero, se ci si fa caso, Zara non fa pubblicità, non uno spot, giusto qualche cartellone pubblicitario o inserzione qua e là, ma niente a confronto con gli altri colossi della moda. Come il suo creatore, Zara è discreta, silenziosa, i suoi negozi sono la sua stessa pubblicità. Il segreto sta nell’aggiustare la produzione alla domanda. Se le grandi case della moda decidono dall’alto cosa porteremo addosso quest’inverno, facendo calare da sopra le nostre teste, come un dono divino, le novità fashion dell’anno nascituro, Zara fa esattamente il contrario. Zara non impone un capo, ma studia e guarda che cosa chiede la gente e su questa richiesta plasma le sue creazioni. Don Amancio Ortega è stato ribattezzato il Prometeo della moda, ha carpito i segreti degli dei della moda e li ha rivenduti agli umani, a prezzi umani.



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